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Meeting

Oltre le porte

Un inedito approfondimento sull’ex Ospedale Psichiatrico di Sant’Osvaldo di Udine
21927
(ph. Ulderica Da Pozzo)
Udine
via Savorgnana 12
Palazzo Morpurgo
08/12/17
venerdì e sabato 15-18, domenica 10.30-12.30/15-18

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07/01/18 - Udine

Sabato 21 ottobre alle ore 18, alle Gallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo a Udine, verrà inaugurata la mostra “Oltre le porte”, della fotografa friulana Ulderica Da Pozzo, che rimarrà aperta al pubblico dal 22 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018.

L’esposizione, promossa dal Comune di Udine e dall’Associazione Maiè, realizzata con il contributo della Banca di Udine e della Confartigianato, è curata da Angelo Bertani, storico dell’arte, e verrà presentata da Roberta Valtorta, storica e critica di fotografia.

I Civici Musei di Udine, dopo le recenti aperture di Donne & Fotografia e Newsha Tavakolian, presentano una nuova esposizione dedicata ad una donna fotografa e valorizzano il suo lavoro di ricerca sul territorio.

Ero una bambina che immaginava un luogo da lontano, che lo sentiva evocare nelle parole come uno spauracchio. Un luogo dei matti. Storie raccontate o immaginate. Ci sono luoghi che vedi quando non esistono più nella loro funzione e che hai immaginato bambina.” Con queste parole Ulderica Da Pozzo introduce il suo inedito approfondimento sull’ex Ospedale Psichiatrico di Sant’Osvaldo di Udine.

“Tenevamo molto a ospitare una fotografa del suo spessore – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone -: con questa personale, la città omaggia una grande fotografa del nostro territorio e la sua nuova ricerca. Nei suoi lavori, Ulderica ci invita ad andare oltre, a spingerci ad attraversare i confini fisici e riappropriarci dei simboli, anche dolorosi, propri di una memoria collettiva. Questo progetto – conclude - è anche un invito alla città, ad avvicinarsi e scopire ancora di più gli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Sant’Osvaldo, per trasformare definitivamente un luogo simbolo di dolore e sofferenza in un luogo di creatività e nuove opportunità per Udine e la nostra regione”.

“Uno dei temi centrali della ricerca di Ulderica Da Pozzo è da sempre quello della memoria -sottolinea Angelo Bertani. - Tema centrale per ogni collettività che voglia davvero definirsi tale, ma spesso trascurato per varie ragioni nella nostra età appiattita sul presente se non anche sull’urgenza virtuale dell’istante, dell’attimo, dell’occasione del momento”.

“Salvaguardare la memoria collettiva – prosegue Bertani - significa avere la possibilità di coltivare una cultura o addirittura di custodire gelosamente una forma di civiltà, cioè di umanità: come ben sapevano coloro che in antico hanno posto le basi della nostra civiltà europea, oggi così trascurati dai moderni per sostanziale ignoranza o per presunzione”.

La fotografia, nonostante comunemente la si colleghi alla sua possibilità di fissare l’attimo irripetibile, è di fatto un’arte visuale della memoria. Fotografiamo per conservare memoria, rivediamo le fotografie che un tempo abbiamo scattato proprio per rinnovare la memoria.

Esplorare fotograficamente un luogo così carico di storie individuali di sofferenza come Sant’Osvaldo, l’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine, significa credere fermamente nella possibilità di rintracciare ancora e isolare segni significativi del passaggio di tante esistenze tormentate e afflitte, non per certo per una sorta di inutile pietismo a posteriori, quanto piuttosto, in qualche modo, per risarcirle, per ridare loro piena dignità attraverso la memoria attualizzante di cui è capace la fotografia. “Credo che Ulderica Da Pozzo – conclude il curatore - abbia saputo fare questa esplorazione nel vissuto di tante esistenze dolenti con l’acuta sensibilità che le è propria e con il rispetto che era necessario: da fotografa capace di grande empatia ha saputo aprire le porte chiuse di quel luogo per liberare memorie, per far parlare attraverso tracce e segni minimi tante voci dimenticate, per far scaturire umanità da un luogo apparentemente vuoto e desolato ma in realtà ancora ricco di senso, di cruciali significati individuali e collettivi”.

 

La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico con il seguente orario: venerdì e sabato 15.00-18.00, domenica 10.30-12.30, 15.00-18.00.