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Meeting

La Mappa e il Territorio

A Cividale carte, luoghi e genti delle Valli del Natisone
24827
Cividale del Friuli

Chiesa di Santa Maria dei Battuti
18/04/18
martedì, mercoledì, giovedì 15-19; venerdì, sabato, domenica 10-13/1519

La mostra è stata realizzata dall’UTI Natisone grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Legge Regionale n. 26/2007 – Norme regionali per la tutela della minoranza linguistica slovena - art.22. / Deželni zakon št. 26/2007 Deželna določila za varstvo slovenske jezikovne manjšine -člen.22) e dell’UTI stessa in collaborazione con il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, con la Casa editrice, Tabacco di Tavagnacco, specializzata in produzioni cartografiche, e con il Comune di Cividale del Friuli.

La mostra illustra il linguaggio cartografico che si snoda tra vecchie e nuove mappe ricostruendo il filo di una tecnica che si è evoluta e raffinata dal tempo, dalla tavoletta pretoriana al moderno computer. La documentazione cartografica esemplifica da un lato i problemi della rappresentazione cartografica e le scelte tecniche utilizzate, in particolare dallo svilupparsi della produzione delle carte topografiche fino ai giorni nostri, dall’altro racconta come le Valli del Natisone sono state rappresentate nel tempo a fronte delle diverse esigenze documentali e narrative: il confine, la guerra, l’uso del suolo, i segni dell’uomo, il turismo.

Il tratto grafico, pertinenza per eccellenza della narrazione geografica, si propone in questo breve percorso come strumento di scoperta della dimensione più culturale e umana di quell’ampia e articolata porzione di territorio che da Cividale si sviluppa parallelamente al confine sloveno. Un’area che nel tempo ha mutato i propri confini amministrativi e culturali, ma che trova in particolare in pertinenze linguistiche e dialettali specifiche tratti identificativi peculiari e distintivi.

Molti hanno scritto sulle tradizioni delle Valli del Natisone e molti continuano a farlo, sottolineando come la raccolta di testimonianze e riflessioni sia parte di quella attenzione per la demologia e la cultura locale che affascina ancora fortemente il vivere contemporaneo. Per restituire o almeno evocare la densità culturale di questo territorio si è scelto da una parte di prediligere la narrazione testuale: spunti non esaustivi ma che si pongono piuttosto come elementi di raccordo tra il tema di una descrizione fisica – ma muta – dello spazio declinata dalla cartografia, e le presenze – o assenze – che invece la fotografia restituisce. Dall’altra il lavoro articolato e prezioso di ricerca fotografica fatto sul territorio attraverso la sensibilità profondamente umana di Ulderica Da Pozzo permette di aprire uno spazio ampio e articolato su cosa significhi abitare e vivere oggi le Valli del Natisone. La mostra, curata da Attilio De Rovere, Mauro Pascolini e Andrea Zannini, sarà introdotta dal geografo Massimo Rossi, coordinatore area ricerca studi geografici della Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso.