Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Meeting

Venezia e Trieste sulle rotte della ricchezza e della paura

Un'esposizione per ripercorrere una storia tra epidemie e sviluppo mercantile
21550
(ph. Comune di Trieste)
Trieste
via di Campo Marzio 5
Civico Museo del Mare
08/12/17
9-13

Altre date

18/12/17 - Trieste
19/12/17 - Trieste
21/12/17 - Trieste
22/12/17 - Trieste

La rassegna, curata da Nelli-Elena Vanzan Marchini, è promossa dal Comune di Trieste nell'ambito delle celebrazioni per il tricentenario dalla nascita di Maria Teresa d'Austria e vede l'intervento del Civico Museo del mare e della Biblioteca Attilio Hortis, la collaborazione  del CISO Veneto, la partecipazione di Unesco- Regional Bureau for Scienze and Culture in Europe e il patrocinio  del Consiglio d'Europa ufficio di Venezia e della Regione Veneto.

A presentare l'esposizione sono intervenuti l'assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi con la direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, Laura Carlini Fanfogna, e la curatrice Nelli-Elena Vanzan Marchini.

Una mostra che parte da lontano, un'importante occasione di approfondimento storico sul tema dei lazzaretti marittimi dell'alto Adriatico, luoghi sorti per garantire la sicurezza dei commerci e la salute delle popolazioni.

Il percorso fatto da pannelli illustrativi, da documenti e da volumi, si snoda come una “rotta tematica” all’interno del Museo del Mare. Un filo rosso segna le tappe e le intersezioni della storia della sanità con quella di Trieste e del suo rapporto con il mare. Un video  offre l'opportunità di vedere immagini dei lazzaretti mediterranei con un continuo e interessante confronto tra com’erano e come sono.

I lazzaretti di manzoniana memoria sono tutt'altro delle strutture preventive di “espurgo” di cui gli stati dovettero  dotarsi per la tutela dei commerci marittimi.  Non a caso la mostra è organizzata nel Civico Museo del Mare, sede dell'ex- lazzaretto San Carlo costruito fra il 1719 e il 1730.

La storia di Venezia e Trieste fra la paura delle epidemie e lo sviluppo mercantile ci racconta che l'invenzione del  primo lazzaretto fu conseguente alle epidemie di peste che dal 1348  giungevano da Oriente sulle rotte mediterranee e per le vie carovaniere;  il Senato veneziano nel 1423  istituì nell’isola di Santa Maria di Nazareth nella laguna di Venezia  il primo ospedale di stato dove ricoverare gli appestati all'insorgere della malattia. Il  luogo, chiamato Nazaretum e poi Lazzaretto, costituì un modello per tutte le altre nazioni.

Nel 1468 in un’altra isola si creò un secondo Lazzaretto detto “Nuovo” per i convalescenti e  per quanti,  provenendo  da luoghi contagiati,  dovevano trascorrervi un periodo di isolamento stabilito dal Magistrato alla Sanità.  Istituiti nel 1486, i Provveditori alla Sanità della Repubblica di Venezia  monitorarono  i porti mediterranei attraverso diplomatici, osservatori  e una fitta rete di spie, controllando  tutte le navi che entravano nel Mare Adriatico, denominato il “Golfo di Venezia”. Anche altri porti mediterranei nel XVII  e XVIII secolo si dotarono di  lazzaretti  in cui merci e passeggeri si sottoponevano a pratiche di “espurgo” per  purificarsi dal contagio. 

Trieste rimase una piccola città fino a quando nel  1717 Carlo VI proclamò la libera navigazione nell’Adriatico e nel 1719 la istituì porto franco dell’impero  per tentare di  minare la supremazia commerciale della Serenissima. La concorrenza marittima richiedeva adeguate strutture sanitarie perciò nel  1719 stabilì di costruire un lazzaretto dedicato a San Carlo, che fu ultimato solo nel 1730.    Maria Teresa  mise in atto una politica mercantile e sanitaria molto più aggressiva, articolata e determinata di quella del padre  e fece erigere nel  1769 del Nuovo Lazzaretto dedicato a S. Teresa, una vera macchina per la prevenzione dotata  anche di confort per i passeggeri.

Il destino di Venezia anche in campo sanitario era ineluttabile. Con la caduta della Repubblica e la dominazione austriaca, l’isola di Poveglia nella laguna fu utilizzata come centro ad alto isolamento per i porti degli Asburgo che potenziarono  a Trieste  le linee internazionali di navigazione e la cantieristica per la costruzione di piroscafi a vapore. La città divenne una grande metropoli europea. Il Lazzaretto di Santa Teresa fu interrato per lasciar posto alla ferrovia nel 1857.

Nel 1866, quando Venezia passò all’Italia, gli Asburgo  si dotarono del nuovo Lazzaretto in Valle San Bartolomeo a Muggia.

Con la scoperta del mondo invisibile dei microbi e dei batteri,  la prevenzione delle epidemie si spostò nei laboratori. A partire dalla fine dell’800 i lazzaretti  caddero in disuso anche a causa degli interessi legati alla rapidità dei traffici marittimi nei quali investivano la cantieristica, le compagnie di navigazione e la nascente industria del tempo libero e del turismo. Soltanto all’insorgere del  pericolo di nuove epidemie si continuò  a ricorrere  fino ad oggi all’isolamento sanitario.