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Meeting

Trieste teatro d'Europa

A vent'anni dal mega graffito entrato nel Guinnes dei primati
33183
Trieste
via Rossini 4
Palazzo Gopcevich
04/04/20
10-17

Altre date

05/04/20 - Trieste
07/04/20 - Trieste
08/04/20 - Trieste
09/04/20 - Trieste
10/04/20 - Trieste
11/04/20 - Trieste
12/04/20 - Trieste

Promossa dal Comune di Trieste e realizzata dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, la mostra presenta opere di Chersicla di proprietà dei Civici Musei (oltre allo “Schmidl”, il Revoltella e lo Sveviano) e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, assieme a quelle messe a disposizione dagli eredi e da alcuni amici, per un omaggio che dedica particolare attenzione all'esperienza collettiva del mega-graffito, a vent'anni esatti dalla sua realizzazione, nonché al rapporto di Chersicla con la sua città natale sui binari del teatro e della musica.

 

Nel mese di marzo 2020 ricorre il ventennale del mega-graffito dedicato a Trieste e al mito di Europa in Piazza Unità d'Italia, realizzato da Bruno Chersicla con la partecipazione di 4.572 volontari ed entrato nel Guinnes dei primati come dipinto più grande del mondo. Realizzato con l’impiego di 4 tonnellate di colore, per un’estensione di oltre 10.000 metri quadrati, il graffito - straordinario per le dimensioni, l’invenzione e le modalità di realizzazione - è ispirato al Ratto d’Europa, qui identificata (e quindi idealmente unita) alla personificazione di Trieste, trasportata dal mitologico toro. Armata di lancia alabardata, essa esprime la sua vocazione economica in qualità di porta d’Oriente, quest’ultimo evocato dalla mezzaluna e dal sol levante, all’interno di una enorme cornice azzurra dal profilo orientale, costellata dalle stelle simboliche dell’Europa Unita.

Chersicla è nato a  Trieste  il 10 ottobre 1937 ed è venuto a mancare il 3 maggio 2013. Ha sviluppato la sua poliedrica parabola creativa nei campi della pittura, della scultura, della scenografia e della musica. Protagonista assieme a Lilian Caraian, Enzo Cogno, Claudio Palcich, Nino Perizi e Miela Reina del gruppo d'avanguardia Raccordosei, realizzò scenografie e costumi per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e, trasferitosi a Milano, collaborò come scenografo con il Piccolo Teatro. Si distinse per la realizzazione delle sculture lignee policrome dette baroki, formate da sagome incastonate tra loro e trasformabili in altre forme dal fruitore. Espose nelle principali gallerie d'arte italiane e estere. Grande viaggiatore, era solito spedire dai suoi molti viaggi a amici e conoscenti cartoline da lui stesso ideate e dipinte. Nel 2009 ottenne il San Giusto d’Oro, riconoscimento dei Cronisti del Friuli Venezia Giulia a un artista che si è distinto per aver portato alto il nome di Trieste nel mondo.