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Meeting

Patrizia Schoss

A Trieste un'antologica con cinquanta quadri esposti
28966
Il volo, 2016, tecnica mista, cm. 70x100
Trieste
piazza Oberdan 6
Palazzo Consiglio regionale
09/05/19
da lunedì a giovedì 9.30-12.30/14.30-17.30, venerdì 9.30-13

mostra antologica della pittrice Patrizia Schossche sarà introdotta dall’architetto Marianna Accerboni. La rassegna, corredata da un elegante catalogo, propone una cinquantina di lavori: dipinti a tecnica mista, incisioni e opere tridimensionali, tra cui molti inediti realizzati dall’artista dagli anni ’70 a oggiFino al 21 maggio. 

Immaginifica eppure analitica - scrive Accerboni - Patrizia Schoss è autrice di una pittura raffinata e molto personale. Inquietante e criptica, sospesa tra tenerezza e inquietudine, quest’artista di cultura e dna mitteleuropei (padre austriaco e madre triestina), ma lombarda di nascita, ora attiva a Trieste, traccia con tecnica eccellente una sorta di elegante bestiario dell’anima, disegnato o inciso senza esitazioni. 

Nel grande panorama di possibilità espressive che la cultura del ‘900 ha offerto, l’artista ha attinto istintivamente, ritenendola consona con il proprio sentire, all’intonazione surrealista, che l’accompagna nel travalicare il reale verso una liberazione dell’inconscio dagli incubi e dai dubbi, un percorso condiviso da note sensuali e delicate al tempo stesso. Che ci rimandano agli antichi bestiari di ascendenza medievale, ma anche alle creature fantastiche dipinte fra il ‘400 e il ‘500 dal fiammingo Hieronymus Bosch, rivisitate con algida chiarezza. E alle immagini cinquecentesche, affastellate di dettagli, dell’aristocratico, ma più solare Arcimboldo. Un mix, l’universo della Schoss, fra nitore, sofisticata freschezza e armonia tonale e cromatica, mistero, attaccamento e timore della maternità, fine segno grafico; paura della solitudine e intreccio, cioè abbraccio.

Un’allusione continua alla natura, che prosegue nelle composizioni tridimensionali dell’artista, rielaborate a partire dalla forma archetipa e originaria dell’uovo. Intrecciato ad altri elementi naturali di piume e pietre, quest’ultimo rappresenta spesso il fulcro di una mise-en-scènenaturalistica ed enigmatica, attraverso cui accedere a un mondo “razionalmente fantastico”, - conclude Accerboni - sospeso tra allusioni e raffinatezze, in una sorta di bilico in magico, quasi irreale equilibrio. Oltrepassato il quale, tutto potrebbe accadere.

Patrizia Schoss appartiene a un’antica famiglia triestina ma è nata a Moltrasio sul lago di Como. Oggi vive e opera a Trieste. 

Ha studiato a Milano, prima al liceo artistico e poi all'Accademia di Belle Arti di Brera con Domenico Purificato.  Espone in sedi prestigiose dalla fine degli anni settanta: la prima personale ha luogo a Milano al Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande. In seguito tiene una seconda mostra nello stesso centro e partecipa a esposizioni organizzate in diverse città italiane e alla Fiera di grafica internazionale di Bologna. Altre personali hanno luogo a Trento, allaGalleria 9 Colonne;  a Milano, alla Galleria Il Mercante e alla Galleria Cortina, dove viene introdotta da Gillo Dorfles; a Trieste alla Sala Comunale d'Arte, presentata dall'architetto Marianna Accerboni.