Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Meeting

Oltre l'immaginario

22141
Love, 40 x 50 cm, olio su tela
Trieste
via della Zonta 2
Il Salone dell’Arte
14/11/17
10-12/16.30-19
349 0617969

Altre date

18/11/17 - Trieste
20/11/17 - Trieste
21/11/17 - Trieste
22/11/17 - Trieste
23/11/17 - Trieste
24/11/17 - Trieste
25/11/17 - Trieste
27/11/17 - Trieste
28/11/17 - Trieste
29/11/17 - Trieste
30/11/17 - Trieste

Si inaugura sabato 11 novembre alle ore 18 presso la galleria "Il salone dell'Arte" a Trieste in via della Zonta 2 la personale dell'artista monfalconese Diego Valentinuzzi dal titolo "Oltre l'immaginario" presentata dal critico d'arte Cristina Feresin.
Valentinuzzi auspica un progresso mediato dalla saggezza della tradizione, purtroppo non sempre attuabile, attraverso immagini iconograficamente distanti, originate in contesti completamente diversi,  a volte opposti, che si incontrano nelle sue tele, in un continuo accostamento che diventa condizione essenziale, imprescindibile per  qualsiasi riflessione sul suo lavoro. Il dualismo etico ed estetico di Valentinuzzi è audace, arguto, pervaso da una sottile ironia nella volontà di affiancare simboli riconosciuti e riconoscibili del passato e del presente con tale disinvoltura da creare un proprio lessico definito e immediatamente identificabile. In alcuni frangenti, all'osservatore può capitare di cercare una logica e una collocazione razionale a tutti gli elementi che Valentinuzzi predispone, individuare un significato e dare un ordine preciso a forma e contenuto. Ma se ci si abbandona liberamente, si varca quella soglia che delimita il confine tra il visibile e quello che non lo è, e si va, in qualche modo, oltre la realtà conosciuta, la prospettiva cambia, e inizia il viaggio Valentinuzzi auspica un progresso mediato dalla saggezza della tradizione, purtroppo non sempre attuabile, attraverso immagini iconograficamente distanti, originate in contesti completamente diversi,  a volte opposti, che si incontrano nelle sue tele, in un continuo accostamento che diventa condizione essenziale, imprescindibile per qualsiasi riflessione sul suo lavoro.