Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Meeting

La donazione Malabotta al Museo Revoltella

19660
Nathan, Solitudine
Trieste
via Diaz 27
Museo Revoltella
14/08/17
10-19

A poco più di vent’anni dalla mostra intitolata Viaggio nel ’900. Le  collezioni di Manlio Malabotta, il Museo Revoltella presenta nuovamente nell’ambito di una piccola ma significativa mostra allestita al quinto piano della Galleria d’arte moderna - che si inaugurerà venerdì 9 giugno alle ore 17.30 - una parte di rilevante valore della prestigiosa collezione di arte moderna che appartenne a Manlio Malabotta (Trieste 1907 – 1975), collezionista, critico d’arte, scrittore, poeta e fotografo, figura di basilare importanza nel dibattito storico-artistico e culturale locale e nazionale del Novecento.

Un nucleo di ventuno pezzi che comprendono dipinti a olio di Arturo Nathan, Vittorio Bolaffio, Arturo Fittke, Adolfo Levier, Mario Lannes e Giorgio Carmelich, del quale si possono ammirare anche gli splendidi disegni e le ‘futuristiche’ composizioni fotografiche. Sono le opere degli artisti giuliani che il noto intellettuale triestino di origini dalmate aveva collezionato con altrettanta dedizione e passione a fianco della ricca e nota collezione dei de Pisis, donata a Ferrara nel 1996, e di diverse altre opere di eminenti artisti italiani, quali Giorgio Morandi e Arturo Martini.

Le ventuno opere esposte sono attualmente oggetto di donazione al Museo Revoltella da parte della moglie Franca Fenga Malabotta, che con generosità e lungimiranza ha ritenuto opportuno consegnare alla città e alla sua Galleria d’arte moderna, dipinti e disegni di notevole prestigio e valore, che permettono di documentare più estesamente e con maggiore ricchezza e versatilità la pittura locale del Novecento nelle raccolte del Museo Revoltella.

In questi ultimi dieci anni a Trieste la sfaccettata personalità di Manlio Malabotta è stata più volte occasione d’attenzione e interesse, grazie all’apporto di studi approfonditi e alla realizzazione di esposizioni che hanno messo in luce le specifiche e molteplici attitudini di questa straordinaria figura di fine intellettuale. Dalla pubblicazione nel 2006 del regesto della sua attività di critico figurativo (1929 – 1935) di Lorenzo Nuovo, alle recenti mostre curate da diversi studiosi e storici dell’arte e allestite, rispettivamente, al Magazzino delle Idee (2013-2014) e presso la sede dell’Istituto Regionale della Civiltà  Istriano-Fiumano-Dalmata (inizio 2014), occasione quest’ultima, che ha tra l’altro contribuito a rendere note le eccezionali qualità di fotografo di Manlio Malabotta.

L’attuale mostra è curata da Susanna Gregorat ed è corredata da un catalogo pubblicato dalla casa editrice trevigiana ZeL Edizioni, che raccoglie i contributi di storici dell’arte da lungo tempo impegnati a studiare la figura e l’attività di Malabotta, sviscerandone le molteplici peculiarità umane e culturali.

L’arrivo di questa importante donazione nelle raccolte pubbliche triestine rappresenta dunque un tassello estremamente pregnante, che offre agli studiosi e appassionati del settore, ma ugualmente ai visitatori occasionali, la possibilità di approfondire e meglio comprendere, attraverso le “nuove” opere che verranno ad aggiungersi alla raccolta già corposa e rilevante della galleria triestina, la storia dell’arte di Trieste e del suo territorio. E di apprendere inoltre la storia dei suoi protagonisti, troppo spesso ancora sconosciuti o ignorati dal pubblico italiano eppure fondamentali, nella loro diversità e specificità umana e stilistica, per delineare, attraverso le loro opere, la complessa storia e la singolare identità di questi luoghi.

Franca Fenga Malabotta, che in questi lunghi anni seguiti alla scomparsa del marito ha continuato a conservare e a valorizzare il prezioso patrimonio culturale di famiglia, accogliendo e favorendo sempre la consultazione e la visione delle opere agli studiosi e agli amatori della cultura e dell’arte, ha il merito di continuare la lunga serie di donazioni che hanno fatto grande il Museo Revoltella, sulla scia del fondatore. E nel contempo rappresenta la cultura e la raffinatezza di una città che ha saputo collezionare con intelligenza e da quasi centocinquant’anni si prende cura dei suoi musei.