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Meeting

Join the Dots/Unire le Distanze

25541
Trieste

Salone degli Incanti
16/06/18
da martedì a venerdì 17-23; sabato, domenica e festivi 10-23

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Una mappa in divenire, democratica, collettiva e globale, delle culture umane che animerà l’estate triestina per tre mesi, fino al 2 settembre. Una mostra collettiva di 40 collezioni provenienti da 40 Paesi. Ideata come work in progress, alle collezioni Imago Mundi si affiancheranno installazioni, interventi artistici ed eventi realizzati in collaborazione con diversi partner, per suscitare una riflessione su tre temi: il rapporto tra identità e alterità, la relazione tra natura e progresso e quella tra materiale e immateriale.

Collezioni in mostra: Albania, Algeria, Austria, Belgio, Bosnia E., Bulgaria, Campania, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Germania, Giordania, Grecia, Iraq, Israele, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Lituania, Macedonia, Marocco, Montenegro, Paesi Bassi, Palestina, Polonia, Portogallo, Rep. Ceca, Romania, Serbia, Sicilia, Siria, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria.

“Trieste – ha commentato la scrittrice Lisa Corva – è il punto di partenza per un itinerario di terra e di mare, che porta dalle coste del Mare del Nord a Baghdad, dal Marocco alle steppe danubiane, dalle spiagge baltiche al deserto del Negev. Il tutto, grazie al caleidoscopio di immagini offerto dalle opere di oltre 6.300 artisti. Un unico formato, 10x12 centimetri, per artisti di ogni continente: più di 25mila da più di 150 Paesi e comunità native. Affermati e nuovi talenti, tutti affiancati sulla stessa linea di partenza. E tutti coinvolti in modo volontario e senza fini di lucro”.

Sotto l’egida della Fondazione Benetton Studi Ricerche, Imago Mundi unisce Paesi dove il benessere è più sicuro a Paesi in guerra; Paesi storicamente contrapposti e divisi; comunità e minoranze; invitando tutti a dialogare in nome dell’arte. Ne nasce un caleidoscopio – ardente, creativo, immaginifico – di tecniche, colori, correnti, ispirazioni. Un mosaico di storie, passioni, sogni, azioni e contraddizioni, dove ciascuna opera vive di luce propria ma al contempo diventa il tassello di un immaginario globale.