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Meeting

Bora chiara

Con le opere di cinque artisti italiani e sloveni
35925
Erik Mavric, Sassolini, photo Nina Sotelsek
Trieste
via Canova 9
DoubleRoom
05/10/20
17-19

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Si inaugura giovedì 10 settembre, alle ore 18, presso DoubleRoom in via Canova 9 a Trieste, la mostra di arti visive “Bora chiara”, allestita in collaborazione con il Museo della Bora nell’ambito de “L’Energia dei Luoghi / Festival del Vento e della Pietra” organizzato dall’Associazione Casa Cave Contemporary Art.  Per il giorno dell'inaugurazione sarà attivato uno "Speed tour" ogni 15 minuti, con prenotazione direttamente in loco.
Curata da Massimo Premuda, la mostra presenta le opere di cinque artisti italiani e sloveni: Nika Furlani, Maria Lupieri, Erik Mavrič, Davide Maria Palusa e Guido Pezzolato, che guardano contemporaneamente al bel tempo dopo la tempesta, ma che raccontano anche tutto lo scompiglio, così ricco di vita, che investe il Golfo di Trieste.
In mostra tre pittori e due fotografi per raccontare come la bora plasmi il mare, creando incredibili concrezioni di ghiaccio di acqua marina, ma anche come modelli il paesaggio, desertificando aree intere alzando il pelo del mare salato, e facendo emergere e sagomare la dura pietra del Carso.

Si parte così dalla poetica ricerca visiva della fotografa slovena di Trieste Nika Furlani che presenta il risultato di una lunga indagine su questo vento dal titolo “Burja”, in cui drappi di tulle ed enigmatiche presenze disegnano nell’aria il suo passaggio invisibile ma concreto sul Carso triestino, per arrivare agli ironici still life del fotografo triestino Davide Maria Palusa che tenta di ricreare in studio i devastanti effetti della bora sulle pietre carsiche in una sorta di esperimento destinato a un romantico fallimento. Si prosegue con "325 sassolini", una serie infinita di quadri di piccolo formato dell’artista sloveno Erik Mavrič che, percorrendo la strada che lo porta al lavoro, raccoglie ogni giorno sassi e pietre lungo il tragitto, li fotografa ingrandendoli, li archivia e infine li ritrae ad acrilico in bianco e nero su un metafisico fondo blu, in un'operazione quotidiana senza fine in bilico fra meditazione e rito. Si passa così a due lavori storici della grande pittrice triestina Maria Lupieri (Trieste, 1901 - Roma, 1961), due oli della fine degli anni ‘50 dal titolo “Carso” (bora chiara) e “Strada Napoleonica” (bora scura) che ritraggono le bianche pietre carsiche scosse da impietose raffiche di bora, in cui l'effetto del suo dipingere, dai tratti sempre mossi, è dovuto proprio all'immaginare un paesaggio eternamente agitato dal vento.

La mostra “Bora chiara” si chiude infine con un fantasioso prestito dalla collezione d’arte del Museo della Bora “L'uomo con la manica a vento”, un acrilico su tela dell’illustratore triestino Guido Pezzolato che negli anni ha realizzato molti dipinti dedicati proprio al vento triestino e che nel 2007 ha illustrato un divertente racconto di Rino Lombardi dal titolo “Via della Bora”.