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Classic art

Romancero Gitano

Con il Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste
19029
Adriano Del Sal (ph. ERT FVG)
Artegna
piazza Marnicco 20
Teatro Lavaroni
21/04/17
20.45

Il Coro del Friuli Venezia Giulia, diretto da Cristiano Dell’Oste, porterà venerdì 21 aprile ad Artegna la nuova produzione, realizzata in esclusiva per il circuito ERT. Romancero Gitano è uno spettacolo che prende il titolo dalla celebre opera 152 di Mario Castelnuovo Tedesco. Nata dall’incontro tra Dell’Oste, Adriano Del Sal e Massimo Somaglino, questa silloge di brani su testi di Federico García Lorca, immenso e indimenticato poeta andaluso, andrà in scena alle 20.45 al Nuovo Teatro Monsignor Lavaroni di Artegna, grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro.
Adriano Del Sal è considerato uno dei chitarristi più acclamati del momento, con al suo attivo concerti nelle più importanti e prestigiose sale del mondo. Lignanese doc, affianca alla carriera concertistica di livello mondiale, l’insegnamento come professore di chitarra presso la Hochschule für Musik di Vienna, una delle Università musicali più quotate e selettive del mondo. Appassionato di canto gitano andaluso (cante jondo) ha trovato in Massimo Somaglino un valido compagno di viaggio, nella ricerca di un percorso condiviso tra musica e testi. Somaglino, attore tra i più sensibili e colti, darà voce ad alcune liriche di Lorca, di cui è un attento conoscitore, tra cui il celebre Lamento per Ignacio Sánchez Mejías.

Il programma della serata, quindi, si muoverà tra interventi per chitarra sola, con pagine di J. Rodrigo,  interventi solistici con il soprano Veronica Vascotto, il mezzosoprano Simonetta Cavalli, il tenore Raffaele Prestinenzi e il basso Hào Wàng che proporranno le antiguas canciones españolas che lo stesso Lorca, un vero etnomusicologo ante-litteram, ebbe modo di armonizzare personalmente. Quindi le musiche di Manuel De Falla, amico intimo del poeta e infine, l'affresco che Mario Castelnuovo Tedesco ha composto per coro e chitarra nel 1951. Qui, in sette quadri su testi tratti da varie opere di Lorca, entrerà in scena il coro regionale in questa nuova avvincente partitura.