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Meeting

Luigi Molinis, indagare l’anima

21276
Luigi Molinis
San Vito al Tagliamento

Castello
14/10/17
10.30-12.30/15-18

Altre date

21/10/17 - San Vito al Tagliamento
22/10/17 - San Vito al Tagliamento

È un omaggio a Luigi Molinis, geniale e creativo designer ma anche artista sensibile e ispirato, il primo atto del Festival internazionale di Musica Sacra 2017, ideato e promosso da Presenza e Cultura con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.

Da sabato 9 settembre e fino al 22 ottobre, al Castello di San Vito al Tagliamento saranno in  mostra 48 disegni a china su carta nell’ambito della mostra “Luigi Molinis, indagare l’anima” che si apre alle 17.30 alla presenza dell’artista e del curatore della mostra Giancarlo Pauletto. La mostra del grande architetto udinese dà il là iniziale intorno al tema “Dialoghi di Pace” che sarà leitmotiv della 26^ edizione del Festival, realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il percorso espositivo, con i disegni realizzati tra gli anni ‘90 del secolo scorso e di oggi, focalizza un lato meno conosciuto, ma fondamentale di Luigi Molinis, che si esprime attraverso i suoi geniali lavori di design e ora in mostra nei suoi disegni: un fil rouge intessuto di riflessioni sulla vita e sull’uomo, vissute e condivise personalmente dall’artista. Momento di grande suggestione, sabato 9 settembre, sarà l’intervento musicale, a cura di Franco Calabretto, del fisarmonicista Maurizio De Luca che eseguirà “Rostov sul Don 1946”, sonata n. 1, di Viatscheslav Semyonov, musica dai toni drammatici ed espressionisti, in collaborazione con il Conservatorio Tomadini di Udine. Luigi Molinis nasce a Udine nel 1940.

Laureato in architettura allo IUAV di Venezia – per lui il severo Bruno Zevi spenderà l’aggettivo “geniale!” – nel 1969 inizia l’attività di designer a Pordenone. Architetto e designer di grande fama, per un decennio, dal 1969 al 1979, è stato responsabile del settore design alla Sèleco (Gruppo Zanussi) di Pordenone. Portano la sua firma i più innovativi televisori di quegli anni, come molti altri oggetti di nuova generazione, dai videocitofoni ai videoregistratori agli impianti hi-fi. Libero professionista dal 1980, dopo il decennio in Seleco, prosegue la sua attività sia come designer che come architetto. Continua, parallelamente alla professione, l’attività di illustratore, collaborando, negli anni Ottanta con “Linus” e “Humor Grafic”. Dal 2001 al 2013 è docente di design al Corso di laurea in Architettura all’Università di Udine. Nel 2011 gli dedica una grande mostra la Galleria d’Arte Contemporanea di Pordenone e nel 2012 riceve il Premio San Marco della Città di Pordenone.  Ma Luigi Molinis ha affidato anche al disegno la sua inesausta capacità di indagine e di ricerca della ‘funzionalità’ delle cose, come dei meccanismi dell’animo umano. La mostra a Luigi Molinis trova il prezioso supporto del Comune di San Vito al Tagliamento: l’esposizione sarà visitabile con ingresso libero sabato e domenica in orario 10.30/12.30 e 15/18, fuori orario su prenotazione agli Uffici comunali, tel. 0434.833295, oppure al Punto I.A.T. (tel. 0434.80251).   

La mostra di San Vito al Tagliamento esplora i suoi disegni - spiega il curatore, Giancarlo Pauletto: «Come una fortezza ben munita, questi disegni non si lasciano penetrare facilmente. A primo contatto verrebbe naturale collocarli sotto la categoria generica del “fantastico”, figure nate da connessioni che s’inseguono liberamente nello spazio mentale, dando corpo ad una sorta di surrealtà non aliena dal grottesco. Quel che rischia di non venir colto è la loro funzionalità, per scoprirne la motivazione interna, il grumo mentale od emotivo da cui vengono determinati. Una contraddizione tra desiderio di equilibrio e di quiete, e la cosciente impossibilità di poter mai raggiungere questo stato: quella che si potrebbe definire la condizione della preda. Di una creatura braccata e sempre in allarme. E che altro sono, questi disegni di Molinis – tutti, nessuno escluso – se non una continua variazione su questo tema della preda, dell’allarme?

Certo l’artista racconta, in questi disegni, la sua personale percezione della vita, indaga la propria anima. Ma anche la nostra, poiché anche noi – come del resto tutto ciò che vive – siamo creature sottoposte a limite e a consunzione».