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Meeting

Rinascimento Donna

A Pordenone seconda tappa del progetto itinerante nazionale
29007
Pordenone
corso Vittorio Emeanuele II
Galleria Bertoia
20/04/19
da giovedì a sabato 16-19, domenica 10-12/16-19

Dopo la mostra al Palazzo Ducale di Sabbioneta la personale di Paolo Medici “Rinascimento Donna” arriva, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Pordenone alla Galleria Bertoia dal 30 marzo (inaugurazione alle 17.30) al 28 aprile, con la sponsorizzazione di Bellenda. Quella sul Noncello sarà dunque la seconda tappa di un progetto itinerante dedicato solo ad aree Museali, che nel 2010 vedrà l'esposizione arrivare al 2020 nella Reggia di Caserta e nel Palazzo della Regione Legislativa di Bologna.

“Paolo Medici – afferma l’assessore alla cultura Pietro Tropeano – è artista dotato di grande tecnica. Dopo gli anni giovanili trascorsi nello studio di Corrado Cagli ha saputo trovare un suo itinerario artistico originalissimo frutto di un’attenta ricerca su quello che lui definisce un percorso di “classicità rinascimentale”. L’artista coniuga e rielabora antichissime tecniche di pittura a partire dalle antiche velature dei pittori rinascimentali. Il risultato ottenuto è quello di un effetto naturalistico dove la classicità delle forme rinascimentali, il tema della bellezza, una sorta di mistica della femminilità, si fondono in immagini di fascinosa bellezza. Si coglie, nei suoi ritratti una continua ricerca della perfezione, un’opera pittorica molto armoniosa che si esprime nella bellezza delle figure e dei volti femminili. Una ritrattistica che non mancherà di suscitare curiosità e meraviglia”.

Alla base del progetto ci sono infatti due linee di ricerca.

La prima riguarda l'umanesimo dell’immagine. L’ indagine è infatti condotta sui fondamenti della tradizione artistica occidentale che fanno capo ai principi di “ordine e grandezza” (ritmo, organizzazione degli spazi, misura, armonia delle parti), ovvero proprio gli oggetti della ricerca estetica che ha originato il nostro Umanesimo, che  convenzionalmente passa sotto la definizione generica di Rinascimento.

La seconda riguarda il soggetto, ovvero la donna. Nello specifico siamo davanti a una contemplazione della femminilità nei suoi aspetti archetipici. Essa, come fulcro di questa ricerca figurativa non si riduce a mero oggetto, ma rispecchia valori universali e archetipici, spogliandosi dei clichet, nei quali viene spesso ingabbiata come “madre”, “patria”, “amante”, “strega”, “musa”, “morte rapace” o altre etichette. Si presenta invece libera di essere quello che vuole e di esprimere apertamente i propri stati d’animo e la sua sensualità.

“Il baricentro della produzione - afferma il critico Davide Mattellini - punta a sviscerare i connotati originari della femminilità, al di là delle denotazioni ideologiche a essa attribuibili. Gli infiniti passaggi cromatici che caratterizzano le sovrapposizioni dei pastelli cerosi sulla carta nera declinano nella tecnica sperimentata tutti i costrutti delle antiche velature dei pittori rinascimentali, e nel contempo combinano la craquelure derivante dai supporti di ricalco (trame di ferro, pelli conciate, stoffe e quant’altro) con una antichizzazione naturale del supporto. Il risultato ricercato e ottenuto è quello di un effetto naturalistico mediato già all’origine dal passaggio del tempo”.

“Queste opere di Paolo Medici – sostiene il critico Ettore Daoglio – sono architetture pittorico-temporali costruite sul ritmo dell’immagine, sulla scansione narrativa, sulla bellezza aulica e la poesia silenziosa del tempo. In esse  ritroviamo l’universalità  perenne e profonda dei moduli classici e del loro valore, mentre lo sguardo scivola lentamente nella sostanza della materia, inabissandosi”.

L’artista indaga dunque modelli narrativi archetipici senza essere tradizionale, ma evidenziando carnalità e spiritualità, elementi opposti che confluiscono fino a con-fondersi.

Costante dei dipinti di Paolo Medici oltre allo studio metodico della figura femminile è la sperimentazione tecnica del frottage – modalità acquisita sin dagli esordi nell’atelier di Cagli, e di cui si fa a tutt’oggi portatore d’eccellenza riconosciuto a livello nazionale ed europeo.