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Meeting

La storia denudata

A Cordenons la storia friulana esplorata e riletta attraverso l’arte
21651
Cordenons
via Traversagna
Centro culturale Moro
13/10/17
16-19

Altre date

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28/10/17 - Cordenons

La storia friulana esplorata e riletta attraverso l’arte, con lo sguardo di un artista – pittore e incisore – che proietta i personaggi e gli accadimenti nell’eterna contesa umana per il potere.

La storia denudata” titola non a caso l’antologica in omaggio a Tonino Cragnolini, un’esposizione che può contare sulle opere donate dallo stesso artista alla Fondazione Concordia Sette: allestita dal 7 al 28 ottobre al Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons, la mostra rappresenta la seconda tappa del progetto avviato quest’anno per il Festival Internazionale di Musica Sacra, ideato e promosso da Presenza e Cultura intorno al tema “Dialoghi di pace”, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. 

Appuntamento sabato 7 ottobre, alle 17.30, per l’inaugurazione della mostra, curata da Giancarlo Pauletto con la collaborazione di Mario Giannatiempo e Paolo Venti dell'Associazione Media Naonis, per il coordinamento della presidente CICP Maria Francesca Vassallo.  La vernice si chiuderà con il concerto del Clartet Quartet, il Quartetto di clarinetti del Conservatorio di Udine introdotto dal musicologo Franco Calabretto. Francesco Cristante clarinetto soprano e piccolo, Federico Navone e Giacomo Cozzi clarinetto soprano, Leonardo Gasparotto clarinetto soprano e basso si esibiranno su pagine musicali di Henri Tomasi, Guillaume Connesson, George Gershwin.

La storia denudata” offre un percorso di particolare incisività: «In mostra – spiega Pauletto – il pubblico troverà  opere fra le più significative dell’intera attività dell’artista: il trittico di “Bertrando, Congiura assassinio spregio” del 1992, accompagnato da altri disegni del ciclo; il trittico “I segni favorevoli e contrari”, di alcuni anni precedente, di un tono esistenziale, sempre comunque centrato sul tema della contraddizione; alcune immagini appartenenti al lavoro attorno alla “Joibe grasse 1511” e altri disegni risalenti al ciclo dei Benandanti, dei primi anni ’80; infine un gruppo di incisioni tratte dall’ampia serie del “Purcità”. Nell’ordine, si tratta del ciclo in cui Cragnolini prende a tema l’uccisione, per mano di feudatari friulani, di Bertrando di Saint Geniès, patriarca d’Aquileia: una storia friulana che, nelle mani dell’artista, diventa subito emblematico della violenza che connota la ricerca del potere; con la Joibe grasse si rievoca la rivolta contadina che insanguinò Udine e il Friuli nel 1511; nel ciclo dei Benandanti si scatena piuttosto il gusto del grottesco, che certo non era assente tra le risorse di Cragnolini; le incisioni del “Purcità”, infine, mettono in scena l’eterna guerra per il cibo, l’inesausto trafficare degli ometti attorno alla carcassa del maiale è ben altro che un recupero folcloristico: è invece un vero e proprio denudamento della storia. La quale, a pensarci bene, appunto questo è: una guerra per il cibo, che è potere, che è surrogato dell’immortalità. Questo sembra dirci Cragnolini, con i suoi disegni adunchi e spietati: che fino a quando non sapremo controllare a fondo le nostre pulsioni al possesso e al potere, non potremo mai arrivare se non ad una pace sempre limitata e molto precaria». 

Tema particolarmente caro al Festival internazionale di Musica Sacra intitolato quest’anno “Dialoghi di pace”: proprio perché è della pace desiderata e invocata, della pace invece mancante in tante parti del mondo che queste opere dialetticamente ci parlano, rappresentando e denunciando la violenza e la guerra.  

L’ingresso è libero.

 

Incisore e pittore, Tonino Cragnolini è stato un narratore di storie “civili”, cioè centrate sul tema della convivenza umana, della sua inevitabilità e delle sue spesso terribili vicende. Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha seguito, per l’incisione, i corsi di Cesco Magnolato. Ha allestito mostre personali e partecipato a mostre di gruppo in molte città italiane e straniere, tra le quali Milano, Ferrara, Ginevra, Augusta, Barcellona, Klagenfurt, oltre che, naturalmente, in molte gallerie e spazi della sua regione. Assume molto spesso i temi dalla letteratura (Beckett,  Swift, Nievo), ma soprattutto dalla storia del Friuli, dalla quale ha attinto per vari cicli, tra i quali Zoiba Grassa 1511, una storia friulana (1987) e Congiura, assassinio, spregio: Bertrando da Saint Geniès, Patriarca d’Aquileia (1992); attraverso questi “racconti”, composti spesso di molte tavole sia disegnate che incise, Cragnolini riflette con desolata insistenza sulle contraddizioni e sulla ferocia dei comportamenti umani. Nell’ampio gruppo di opere appartenenti alla Collezione, specialmente rilevante è il grande “Trittico di Bertrando”, uno dei più importanti risultati del suo lavoro, e tutta la sequenza del Purcità, ampia serie di incisioni che hanno ad argomento il rapporto antropologico tra uomo e cibo.