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Classic art

Overload

A Udine lo spettacolo vincitore del premio Ubu
28010
Udine
piazzale Diacono 21
Palamostre
19/01/19
21

A pochi giorni dalla premiazione, fa tappa a Udine, ospite della stagione di Teatro Contatto del CSS (anche sostenitore del progetto produttivo), Overload, lo spettacolo vincitore del Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo dell’anno. Protagonista sabato 19 gennaio, sul palco del Teatro Palamostre di Udine (inizio ore 21), la compagnia Sotterraneo, anche protagonista di un incontro con il pubblico al termine della replica e di un dj set in foyer.

Overload è un bizzarro esperimento di “ipertesto teatrale” e anche una dichiarazione d’amore per lo scrittore americano David Foster Wallace e le sue ossessioni ricorrenti: il ruolo dei media nelle trasformazioni della società contemporanea, l’industria dell’entertainment, la capacità delle nuove tecnologie di frammentare la nostra esperienza e disabituarci alla profondità.

I performer di Sotterraneo  - Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini - giocano con gli spettatori fra le tante possibilità di “distrazione” dal centro di un discorso conduttore.  Overload si chiede infatti se sia ancora possibile un’ecologia dell’attenzione nell’era di sovraccarico di informazioni del nostro tempo.

“Fra distrazioni di massa e mutazioni digitali, ci muoviamo immersi in un ambiente aumentato dai media”, spiega Daniele Villa, drammaturgo di tutte le creazioni del Sotterraneo. “Sovrastimolati dalle informazioni, viviamo in uno stato di allerta continua che gli antichi conoscevano solo in battaglia. Il rumore di fondo cresce in tutto il pianeta. Non dovremmo forse fare più silenzio e scegliere a cosa prestare attenzione?”

Overload prende avvio da una sorta di discorso principale, un discorso pronunciato da Claudio Cirri, il performer alter ego di David Foster Wallace, ma, al contempo, gli altri performer agiscono in scena come link di una navigazione internettiana e offrono continuamente al pubblico la possibilità di aprire dei collegamenti a contenuti nascosti, che possono innescare possibili azioni e immagini.

Il pubblico ha la facoltà di rifiutare i collegamenti e continuare a seguire il discorso, oppure di attivarli, allontanandosi dal centro dello spettacolo e perdendosi in un labirinto di distrazioni, attraverso una rincorsa continua al frammento che è molto simile alla nostra esperienza quotidiana.

A condurre il discorso è dunque lo scrittore americano David Foster Wallace, autore che sentiamo vicino in molte delle sue ossessioni: il ruolo dei media nelle trasformazioni della società contemporanea, l’industria dell’entertainment e la sua pervasività, la capacità delle nuove tecnologie di frammentare la nostra esperienza e disabituarci alla profondità. Al tempo stesso però Wallace è autore di opere labirinto, sovraccariche quanto divertenti, in cui il lettore si smarrisce e incanta, in cui lunghissime note a piè di pagina e diagrammi di flusso creano un’esperienza di fruizione orizzontale che ci trasmette la sensazione di aver perso il senso compiuto della vicenda narrata.

Chi meglio di lui potrebbe esporre una riflessione sull’ecologia dell’attenzione a un pubblico che viene continuamente chiamato a distrarsi?

Lo spettacolo è una coproduzione europea prodotta da Teatro Nacional D. Maria, con il contributo di Centrale Fies, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Mibact, Funder 35, Sillumina, e le Residenze artistiche Associazione Teatrale Pistoiese, Tram – Attodue, Teatro Metastasio di Prato, Centrale Fies_art work space, Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin, La Corte Ospitale, Teatro Studio/Teatro della Toscana, Teatro Cantiere Florida.