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Live music

Orchestra Busoni

In Friuli la musica di Vivaldi assieme al primo fagotto della Scala
27953
(ph. ertfvg.it)
Artegna
piazza Marnicco 20
Teatro Lavaroni
12/01/19
20.45

Una serata in compagnia di Gabriele Screpis, primo fagotto del Teatro alla Scala di Milano, e di una delle prime Orchestre da Camera nate in Italia nel dopoguerra, la Ferruccio Busoni. Protagonista della serata sarà la musica di Antonio Vivaldi, in particolare quella dedicata a fagotto e archi.

 

L’Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni” è la più antica del Friuli Venezia Giulia, l’ensemble è diretto dal M° Massimo Belli ed è formato da affermati strumentisti vincitori di importanti concorsi internazionali. L’orchestra si è posta all’attenzione del pubblico e della critica suonando in Italia e in Europa con solisti d’eccezione quali Salvatore Accardo, Ivry Gitlis, Domenico Nordio, Simonide Braconi, Gianluca Littera, Michael Flaksman, Lucio Degani, Federico Agostini, per citarne solo alcuni. Da sempre attenta alla diffusione della musica contemporanea ha al suo attivo molte prime esecuzioni assolute.

Primo fagotto solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e dell’omonima Filarmonica, il genovese Gabriele Screpis fin da giovanissimo si fa apprezzare per le sue doti tecniche ed espressive vincendo numerosi concorsi internazionali. In veste di primo fagotto ha collaborato con i maggiori direttori della scena internazionale tra i quali ricordiamo Leonard Bernstein, Daniel Barenboim, Riccardo Muti, Lorin Maazel, Zubin Metha. All’attività in orchestra affianca una carriera in veste di solista ed in formazioni cameristiche. E’ docente presso l’Accademia del Teatro alla Scala e tiene regolarmente corsi di perfezionamento.
Antonio Vivaldi fu un prolifico compositore di concerti per fagotto, potendo vantare un corpus che ne comprende 39. Nel loro insieme queste opere si fanno apprezzare per la loro alta qualità musicale, la loro grande maturità stilistica e la profondità della loro ispirazione. Vivaldi possedeva una perfetta conoscenza della versatilità di questo strumento, in grado di passare in un batter d’occhio da spunti comici a passaggi drammatici e dalla gioia più sfrenata a una pensosa malinconia.