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Classic art

Martina Filjak

A Trieste la risposta balcanica al pianismo del nostro tempo
26797
Trieste
piazza Verdi
Teatro Verdi
24/09/18
20.30

Sensibilità, carisma e forte temperamento, ma anche padronanza tecnica alla tastiera e una magnetica presenza scenica, abbinata a un repertorio molto ampio che spazia da Bach a Berio: Martina Filjak è la “risposta” balcanica al pianismo del nostro tempo, quando precisione e rigore non sono un limite al “sentiment” dell’interpretazione, soprattutto se sostenuta dalla capacità di affascinare il pubblico. Proprio l’avvenente pianista croata sarà protagonista, lunedì 24 settembre al Teatro Verdi di Trieste – Sala Ridotto Victor De Sabata (ore 20.30), del secondo concerto in cartellone per la 17^ edizione del Festival Pianistico Trieste 2018 “Giovani interpreti & grandi Maestri” curato e promosso da Chamber Music per la direzione artistica della musicologa Fedra Florit: a La Fuga e la passione ardente è dedicata la serata che ci guiderà attraverso “Fughe” notevoli, per le quali sono richieste talento e grande capacità tecnica: come la Sonata n.32 in sol minore Hob XVI /44 di Franz Joseph Haydn, la celeberrima Toccata e Fuga in re minore BWV 565 di Johann Sebastian Bach, riletta da Ferruccio Busoni, e il Preludio e Fuga in la minore BWV 543 di Bach e Franz Liszt. Ma non basta: nel suo programma per il concerto triestino Martina Filjak ha voluto inserire anche pagine in tema di Robert Schumann e di César Franck, come Prélude, Fugue et Variation in si minore op.18.  Martina Filjak sta raccogliendo elogi a livello internazionale per la poetica passione che la ispira alla tastiera: quella musicalità che nel 2009 l'ha spinta in vetta al prestigioso Concorso di Cleveland, dopo aver vinto anche il "Viotti" a Vercelli nel 2007. Da allora si è esibita con grandi compagini come la Cleveland Orchestra, Strasbourg Philarmonic, Bilbao Symphony Orchestra, Orchestra di Barcellona, Israel Chamber Orchestra, Deutsche Radio Philharmonie, Granada Symphony. Ma preferisce riservarsi sempre del tempo tutto suo: «Tengo una cinquantina di concerti l'anno - racconta - per trovare gli spazi utili a riflettere, studiare pezzi nuovi e soprattutto a vivere». Martina Filjak è figlia d’arte: insegnante di piano la madre, italiana, grande concertista il padre, il noto pianista croato Ranko Filjak. E’ così che ha cominciato: con tre pianoforti dentro casa, che non aspettavano altro che una giovanissima allieva. Oggi è lei stessa un esempio per la capacità di ritagliare un’identità forte sulla scena del pianismo classico contemporaneo: «la Croazia è una lingua di terra che mescola forti influenze dei paesi vicini, mediterranei e slavi, la sensibilità musicale è intrisa anche di folklore, ma la nostra cultura poggia sulla disciplina e il sacrificio».