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Meeting

La luce, l’ombra, il riflesso

24648
Claudio Sivini fotografato accanto ad alcune opere recenti
Trieste
piazza Unità 4
Sala Comunale d'Arte
30/03 e fino al 20/04
10-13/17-20

In mostra quasi una trentina di opere tra lavori tridimensionali e strutture ad assetto variabile, realizzate tra il 2010 e il 2018, usando materiali quali specchio, vari tipi di vetro, acciaio, parzialmente schermati e movimentati da sabbiature e pellicole plastiche e inseriti in supporti di marmo o lignei creati dall’artista stesso. 
 
Con grande coerenza ed eleganza - scrive la curatrice Marianna Accerboni - Claudio Sivini approfondisce da più di mezzo secolo una sperimentazione incentrata sul tema della percezione, uno dei filoni della ricerca artistica che ha condeterminato, coinvolgendo ovviamente anche il fattore psicologico, l’arte moderna e contemporanea. Specchio, vetro trasparente, lattimo o "cattedrale", incolore o colorato, cristallo fumé, acciaio sagomato e rifinito a specchio, disposti su più piani paralleli e talvolta anche su piani a essi ortogonali, sono inseriti in supporti di marmo o in cornici lignee prodotte dall'artista stesso. Parzialmente schermati o sobriamente movimentati attraverso sabbiature e l’applicazione di pellicole plastiche colorate e colori acrilici, tali materiali caratterizzano il suo lavoro, che prende spunto inizialmente da soggetti e dettagli urbani. 
Sivini ha saputo infatti declinare in modo sottilmente personale - attraverso una progettualità molto accurata e un’opera di grande precisione che dona un risultato piacevolmente nitido e unico - il gioco e il senso dell’optical art e dell’arte cinetica e programmata. Riuscendo a stabilire con il fruitore un’equilibrata interazione, che rimane fondamentale e che varia, naturalmente, dal punto di vista assunto da quest’ultimo. E ha saputo evolvere il proprio linguaggio, pervenendo negli ultimi tempi in modo come sempre più razionale che istintivo, a soluzioni che si differenziano dal passato: puntando per esempio sulla tecnologia del taglio laser, utilizzata per tagliare l'alluminio, successivamente trattato con smalti rifiniti a caldo, e  approdando di recente ad altre soluzioni quasi monocromatiche, basate sul rapporto tra il nero, il grigio e l’assenza di altri cromatismi, che testimoniano un desiderio ancora più accentuato di tridimensionalità. Punto d’arrivo - conclude Accerboni - di questa mostra, che racconta la sua attività dal 2010 al 2018. 
 
Claudio Sivini (Trieste, 1943) si è diplomato all’Istituto d’arte Nordiodi Trieste nel 1961 e ha insegnato dal 1967 al ’96 disegno tecnico, storia dell’arte ed educazione artistica. Nel triennio 1981 -’83 ha fatto parte del consiglio direttivo del Sindacato Autonomo Artisti di Trieste. È stato tra i fondatori e animatori del Gruppo 12 e del Gruppo 5. Dal 1983 al 2015 si è occupato dell’attività espositiva dello storico Caffè Stella Polare di Trieste, invitandovi oltre 300 artisti, tra pittori e fotografi, e allestendo più di 500 mostre. Dal 2000 fa parte del gruppoArte Struktura di Milano, fondato da Anna Canali. Ha partecipato con successo a svariati concorsi per opere decorative in strutture pubbliche e private. Nel 1992, vinto un concorso nazionale, ha realizzato un pannello decorativo nel nuovo Stadio Nereo Rocco di Trieste. Nel 2003 ha ricevuto il Premio Trieste Arte&Cultura. Dal 1964 ha al suo attivo numerose mostre personali e la partecipazione a più di 400 eventi espositivi in Italia e all’estero, nel cui ambito ha conseguito prestigiosi premi e riconoscimenti.