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Classic art

La Bibbia riveduta e scorretta

A Monfalcone l'eterna lotta tra potere divino e quarto potere
28890
(© Paolo Galletta)
Monfalcone

26/03 e fino al 27/03
20.45
7
Monfalcone
corso del Popolo 20
Monfalcone

Le bravissime Graziana Borciani e Francesca Folloni e gli incredibili Davide Calabrese, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli (anche autori dello spettacolo) mettono in scena un vero e proprio musical comico (le musiche, originali, sono di Scuda), uno show irresistibile, elegantemente dissacrante.

“L’idea di raccontare come fossero andate le cose all’origine del mondo – scrivono i tre autori nelle loro note – stuzzicava solo la parte maschile del gruppo in quanto le due Oblivie, native della bassa reggiana, avevano in casa i quadri di Stalin a mo’ di santino. Noi tre Oblivi, invece, da ragazzi abbiamo frequentato con gioia le file della milizia di Gesù. Era quindi giunto il momento di rispolverare l’essenza biblica”.

Coraggiosa, e azzeccata, anche la scelta di scrivere un musical originale, smettendo di giocare con le canzoni degli altri ma senza rinunciare alla contaminazione, cifra caratteristica del loro teatro musicale. Il risultato sono 22 canzoni originali, uno straordinario omaggio alla storia del musical dagli anni Venti a oggi, con citazioni e richiami a Cole Porter e Lloyd-Webber, che intreccia ghironde e chitarre heavy metal, sonorità barocche e groove elettronici.

Siamo in Germania, nel 1455. Gutenberg introduce la stampa a caratteri mobili, creando l’editoria e inaugurando di fatto l’Età Moderna. Conscio della portata rivoluzionaria di questa scoperta, sta per scegliere il primo titolo da stampare quando bussa alla sua porta niente meno che Dio, che da millenni aspettava questo momento e gli chiede di pubblicare la sua autobiografia. Così Gutenberg, che sa bene cosa cerca il pubblico in un libro, prova a trasformare quell'insieme di storie bizzarre in un vero e proprio best seller: La Bibbia. Prendono quindi vita, in un continuo braccio di ferro fra autore ed editore, le vicende più incredibili dell’Antico e del Nuovo Testamento, le parti che sono state scartate, in una versione ora priva di censure.

Prodotto da Agidi, lo spettacolo vanta la firma registica di Giorgio Gallione, che scrive nelle note: “Il teatro degli Oblivion è polifonico, meticcio, seriamente ridicolo, onnivoro, citazionista, ma sempre personalissimo. Sanno usare la leggerezza (che non è futilità) come ricerca della precisione, della sintesi, dell’agilità, della rapidità di pensiero e azione teatrale. Essere loro complice in questo viaggio biblico è euforico e mai prevedibile. Significa provare a raccontare ‘la storia delle storie’ entrando in un universo surreale, musicale e pittorico che, come tutti i veri creatori/creativi, cerca di mettere ordine nel Caos”.