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Classic art

Kremerata Baltica

In concerto a Trieste una delle orchestre da camera più famose d'Europa
20598
(ph. Ufficio stampa Daniela Sartogo)
Trieste
Castello di San Giusto
22/08/17
20.30

Ospiti di fama mondiale per la Società dei Concerti di Trieste il 22 agosto nell’ambito di Trieste Estate: l’orchestra Kremerata Baltica, fondata dal violinista lettone Gidon Kremer, suonerà insieme ad Alessandro Taverna e Roberto Plano, i due pianisti italiani al momento più affermati sulla scena internazionale.

Il concerto si terrà alle 20.30 al Castello di San Giusto di Trieste, Cortile delle Milizie e in caso di pioggia si sposterà alla Contrada.

“Accogliamo con soddisfazione – dichiara l’assessore comunale Serena Tonel – l'annuncio della presenza della Kremerata Baltica a Trieste, grazie all'invito della Società dei Concerti. Il pubblico triestino, tradizionalmente sofisticato e competente, sarà ben felice di accogliere l’ensemble”.

Il concerto triestino vedrà impegnata l'orchestra in una maratona mozartiana con i due pianisti Alessandro Taverna e Roberto Plano, che eseguiranno due concerti di Mozart, il Kv414 ed il Kv449. A questi due brani si aggiungeranno l'Adagio e fuga per archi in do minore Kv546, testimonianza dell'interesse di Mozart per la polifonia e, in apertura, un brano (Sinfonia per archi e percussioni, di rarissima esecuzione in Italia) di Lepo Sumera (1950-2000), una delle voci più originali della  musica baltica moderna.

Kremerata Baltica è una delle orchestre da camera più importanti del panorama europeo attuale. È un ensemble che parte dall'immensa esperienza artistica di Gidon Kremer messa in dialogo con le nuove generazioni di strumentisti dell'area baltica. La posizione significativa delle repubbliche baltiche, schiacciate a turni alterni nel doloroso percorso della storia tra le pressioni dell'Unione sovietica e della Germania nazista, ha contribuito a creare una forte identità culturale autentica soltanto in tempi relativamente recenti, ma attraverso una consapevolezza molto profonda ed in seguito a drammatiche vicende storiche. Illuminante in questo senso è la testimonianza di Jan Brokken, nel suo splendido libro "Anime Baltiche", edito in Italia da Iperborea, dove si narrano le vicende straordinarie di Mark Rothko, Romain Gary, Arvo Pärt e, appunto, Gidon Kremer in relazione alla loro identità baltica, definizione che si estende a Lituania, Estonia, Lettonia con alcune declinazioni particolari, ma con una sorta di destino comune. Gli strumentisti ad arco che qui si sono formati, hanno colto l'eredità della scuola russa del violino, ma hanno subito anche un'influenza molto forte della cultura ebraica che in queste terre si è sviluppata (Vilnius fu anche Vilna, la città d'oro della cultura Yiddish) e che ha fatto del violino la propria voce più autentica.