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Meeting

Il caso amianto

Le vicende processuali e la realtà delle condizioni di lavoro nel racconto di Ottavio Romano
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Ottavio Romano
Monfalcone

14/01/21
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La prima udienza del quinto processo legato all’utilizzo dell’amianto nel nostro territorio si terrà il prossimo 11 maggio. Riguarda il rinvio a giudizio da parte del Gip di Gorizia di quattro persone che in relazione alla morte di 44 persone, quasi tutti lavoratori dei cantieri navali, che sarebbe avvenuta a causa della micidiale fibra. Parti civili si sono dichiarati molti dei familiari delle vittime, oltre alla Fiom Cgil. Una lunga vicenda quella dei risarcimenti e delle cause connesse all’amianto che si protrae da oltre un quarto di secolo. Risalgono infatti alla metà degli anni Novanta i primi contenziosi che inizialmente riguardarono i diritti previdenziali, per assumere successivamente la dimensione penale.

A ricostruire questo percorso per il ciclo di incontri Storia & Storie organizzato dall’Unuci sarà l’avvocato Ottavio Romano, sicuramente uno dei protagonisti, assieme all’associazione dei familiari, nell’azione che si è proposta di dare giustizia verso chi rimase colpito, anche dopo che era stata scientificamente riconosciuta la nocività nell’uso di questo materiale.

L’appuntamento è per giovedì 14 gennaio alle ore 18, ancora in streaming a causa delle restrizioni Covid, sul canale televisivo 647 e su facebook di Teleantenna.

Quando iniziò la sua esperienza Ottavio Romano era un giovane avvocato e si fece carico di presentare la prima denuncia penale, dopo che una serie di segnalazioni del dottor Bianchi erano state inviate in passato in procura senza tuttavia avere un seguito. Le battaglie processuali sono state determinanti per scoprire la realtà dell’esposizione a questo killer invisibile, largamente impiegato per la sua duttilità e le sue proprietà nelle principali fasi di lavorazione navale e mettere in luce il micidiale modello produttivo dello stabilimento. L’azione legale, come quella dell’avvocato Romano, ha consentito dunque di far emergere la pericolosità dell’amianto e far nascere la consapevolezza della città su questo tema. Peraltro, a causa della sua latenza nel manifestarsi nell’organismo umano, continuano a verificarsi ancora diversi casi. Il materiale è anche presente nelle strutture civili, mentre le conseguenze hanno toccato, attraverso il vestiario dei lavoratori, molte famiglie.

Paolo Posarelli