Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Meeting

Delle perdute cose

A Mossa l'esposizione delle installazioni di LC-DDS
27421
Mossa
via XXIV Maggio 59
Comune di Mossa
27/12/18
8.30-13.30

Altre date

19/12/18 - Mossa
20/12/18 - Mossa
21/12/18 - Mossa
22/12/18 - Mossa
24/12/18 - Mossa
25/12/18 - Mossa
26/12/18 - Mossa
28/12/18 - Mossa
29/12/18 - Mossa
31/12/18 - Mossa
01/01/19 - Mossa
02/01/19 - Mossa
03/01/19 - Mossa
04/01/19 - Mossa
05/01/19 - Mossa
07/01/19 - Mossa
08/01/19 - Mossa
09/01/19 - Mossa
10/01/19 - Mossa
11/01/19 - Mossa
12/01/19 - Mossa
14/01/19 - Mossa
15/01/19 - Mossa
16/01/19 - Mossa
17/01/19 - Mossa
18/01/19 - Mossa
19/01/19 - Mossa
21/01/19 - Mossa
22/01/19 - Mossa
23/01/19 - Mossa
24/01/19 - Mossa
25/01/19 - Mossa
26/01/19 - Mossa
28/01/19 - Mossa
29/01/19 - Mossa
30/01/19 - Mossa
31/01/19 - Mossa

L'esposizione delle installazioni di LC-DDS sarà accompagnata da una mostra bibliografica curata da Antonella Gallarotti della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, con una scelta di volumi della stessa Bsi, dell'artista, di Jurko Lapanja e di Francesco Imbimbo, che curerà anche la presentazione critica. 

Si tratterà di un percorso espositivo, suddiviso in cinque tappe, che rappresenta idealmente un cammino attraverso la società contemporanea, pregno di spunti per una riflessione intima e profonda. Ogni due settimane sarà installata un'opera che prenderà il posto della precedente: ecco, quindi, in successione, le cinque tappe del percorso artistico: la prima sarà “Più nessuna cornice (della perduta arte)”, dal 28 novembre “Qui non c’è più nessuno (dei perduti affetti)”, dal 14 dicembre “L'abbandono del divino (della perduta fede)”, dal 4 gennaio “Timoni alla deriva (delle perdute rotte)”, dal 18 gennaio “Omaggio a Mario di Iorio (dell'umana conclusione)”.

“Il percorso espositivo, suddiviso in cinque tappe – scrive l'assessore alla cultura Andrea Bullitta – rappresenta idealmente un cammino attraverso la società contemporanea: non un cammino ordinario, magari svolto da tutti noi mentre, trafelati, corriamo da un ufficio all’altro impegnati a disperdere i nostri pensieri all’interno della rete tramite i nostri smartphone, ma un cammino extra-ordinario, di quelli che richiedono un passo lento e costante, meditato, con la nostra attenzione rivolta a ricercare le particolarità di ciò che ci circonda ed il significato intrinseco che il nostro contorno vuole trasmetterci. Ecco che, per apprezzare al meglio “Delle perdute cose”, serve un impegno superiore, un “andare oltre” le apparenze e la superficialità per leggere fra le righe quello che l’artista ci vuole comunicare. I contenuti sono pregnanti, intensi ed importanti. Servono a farci riflettere su noi stessi, sulle nostre azioni, su come intendiamo il nostro tempo e su ciò che abbiamo intenzione di fare per il futuro, sia in termini individuali che collettivi. Non mancano, infatti, i riferimenti alla situazione generale delle nostre comunità: la corsa al materialismo ed al consumismo, la tendenza verso il basso della cultura e della conoscenza, il tema delle migrazioni non solo delle persone ma anche del pensiero, il depauperamento della religiosità e la fine della vita terrena. Assolutamente importante, inoltre, l’aspetto del ricordo degli artisti, come Mario Di Iorio, che hanno contribuito ad arricchire la storia culturale del nostro territorio e che conservano importanti legami, affettivi e familiari, con il paese di Mossa”.

Due visioni si contrappongono, per l'artista, nell'immaginare l'evoluzione futura dell'attuale complessità: “Una visione – spiega LC-DDS - è quella riconducibile all'aumento indefinito di sviluppo incontrollato della produzione e delle risorse (e loro uso), l'altra è quella la cui scelta presuppone una decrescita e un indietreggiamento”.

L'evento si avvale del patrocinio del Comune di Mossa, della Regione Friuli Venezia Giulia e di TurismoFvg e si svolge collaborazione con la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia e la Mediateca provinciale "U. Casiraghi" di Gorizia.

L'esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2019, il finissage corrisponderà però con l’installazione dell’ultima opera, il 18 gennaio.