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Meeting

Un cavalluccio viaggiatore

Presentazione di Gabriella Machne
18976
Monfalcone
via Duca d'Aosta 83
Caffè Carducci
26/04/17
7.30-22

Altre date

25/04/17 - Monfalcone
27/04/17 - Monfalcone

Era una mattina piena di sole, quando Ornella Panciera girovagando con la macchina fotografica fra calli e piazze di Grado, scorge sul davanzale di una finestra una conchiglia. Ornella si ferma e la prende in mano, è chiusa e per aprirla deve forzare un po’ e rimane stupefatta. All’interno, come se fosse una perla preziosa, trova un cavalluccio marino. Lo guarda e rimane affascinata da quella piccola “cosa” perfetta, lo sente come un regalo del cielo, il simbolo di una creatività di nuovo presente e da qualche tempo dimenticata.

Dentro di lei prende vita una visione, questo cavalluccio, simbolo di rinascita, nascosto tra le cose, crea un filo conduttore nella sua nuova opera.
Inizia così il pensiero dell’amica Carla Pangrazio, omaggio a Ornella Panciera, un’artista che attraversa con la sua introversione il ventaglio di situazioni vissute giorno dopo giorno.

Ornella Panciera nasce a Conegliano e si trasferisce a Grado da bambina: si avvicina alla pittura negli anni Ottanta, pervasa dalla predisposizione al mondo fantasioso dell’infanzia, l’amore per il figlio. Lo scorrere degli episodi della vita di Ornella Panciera, forma delle opere che passano dal carboncino all’acrilico con caratteristiche dolci, armoniose e gentili, indirizzando i critici ad affermare la corrente naif della pittrice, ma prevaricando le sue reali ispirazioni che usano pennellate di colori accesi ed eccessivi. L’anima stravolta si rifugia nella pittura trovando la salvezza dai tremendi turbamenti rilevanti: gli incubi diventano quadri coloratissimi, freschi e gioiosi che agiscono su di lei come una benda medicamentosa su una ferita. Trovano anima colori come gli arancioni, rossi e gialli predominano alle pareti, escono dal cuore ucciso dagli eventi, e il dolore si trasforma in vita. La luce è espressa nelle opere, quando l’oscurità entra nella sua vita, è sconfitta dalla serenità e pace.

La leggenda del cavalluccio marino si forma già negli anni antichi, quando era considerato un potente portafortuna: l’abbinamento iconoclastico del cavalluccio marino si basa sul movimento che porta al di fuori dei momenti peggiori, trovando episodi più belli.

Il ritrovamento casuale della conchiglia risplende nel cuore dell’artista, portando la serenità che manca nella vita dell’artista. Ornella Panciera, cammina per le calli di Grado e nella tasca della giacca ha sempre una macchina fotografica: ogni giorno, la luce è diversa e la città vecchia offre immagini periodiche uniche. La luce di una lampadina, il riflesso di un tramonto, il taglio del sole su una parte, l’ombra in movimento nelle calli e la brezza che muove la natura, sono sorgente di fermi immagini attratti su una lente morbida e colorata.