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Meeting

Arte Open 2020

Laboratorio artistico diffuso tra dipinte, grafiche e opere su carte
34992
Alchimie del Colore
Gradisca d'Isonzo
via Ciotti 25
Galleria d'Arte "La Fortezza"
02/08/20
19.30-22.30

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Della prima edizione di Arte ImmagineRassegna internazionale d’arte contemporanea - del 1987, l’espressione “per una cultura della pace” che completava il sottotitolo, conteneva già gli intenti e le coordinate su cui si sarebbe sviluppato, nel tempo, l’intero progetto: incontri, simposi, collaborazioni con artisti di provenienza ed esperienze artistiche diverse per un produttivo confronto e un’importante condivisione di idee, situazioni, percorsi, in nome dell’arte contemporanea e di quella cultura della pace citata e necessaria.

Sono passati più di trent’anni dal quel 1987, centinaia di artisti italiani e stranieri si sono avvicendati e hanno lasciato il loro segno su questo territorio, con l’idea che solo il rispetto reciproco e la conoscenza potessero dar vita a qualcosa di veramente serio e duraturo.

Arte Immagine si è trasformata in Arte Open, un gran laboratorio artistico diffuso, dove Franco Milani e Nicoletta Leghissa, con costanza e l’entusiasmo degli inizi, hanno continuato a progettare, lavorare, dare vita a situazioni in cui gli orizzonti si sono dilatati, diventando itinerari possibili di codici contemporanei.

E proprio sui Codici contemporanei è stato costruito il percorso espositivo 2020 che si snoda tra diverse sedi pubbliche e private e che tocca anche la galleria La Fortezza di Gradisca d’Isonzo con una significativa selezione di opere raccolte nel tempo dall’associazione Transmedia Arti Visive.

Il confronto si fa serrato tra dipinti, grafiche, opere su carte, tra onde di colore del goriziano Mauro Mauri, inquadrate entro vani di finestre ideali e i paesaggi urbani scabri ed essenziali del padovano Umberto Menin accanto agli elementi naturali stilizzati, dal disegno essenziale, di Pierantonio Verga. Pittura materica e colore saturo, percorso da un segno teso e definito per Pietro Girotto, materia densa che si riscontra anche nelle opere dell’austriaco Franz Berger e nel croato Fulvio Juricic, dove domina il nero e bianco in antitesi con le grafie fitte e libere di Robert Primig. Forza espressiva della forma e del colore, avulsa dalla realtà nell’opera dello spagnolo Jesus Emilio Vizuete, le visioni dello sloveno Klavdij Tutta ruotano tutte attorno a un’iconografia personale fatta di simboli e segni, mentre la composizione totemica di Etko Tutta si staglia dal fondo blu arricchito da piccoli dettagli minuziosi.

I neri astratti e profondi, che per certi aspetti ricordano la pittura informale, si rilevano nelle grafiche di Mario Benedetti, astrazione che si riscontra anche nella grafica caliginosa di Klementina Golija, neri e risultati di altra natura invece, per lo sloveno Rudi Skocir, presente con un esemplare emozionante del ciclo dei minatori. Stampa a più colori, sovrapposta in modo da evidenziare la profondità insita dell’opera per l’austriaca Renate Polzer, mentre nella xilografia monocromatica del goriziano Vladimir Klaniscek i segni sottili affiorano tra le tonalità ruggine. La natura stilizzata, resa con sintesi ed equilibrio nella grafica bicolore dello sloveno Stane Zerko e l’opera del francese Bouloud Klasien dalle tinte trasparenti e dalle velature ocra e blue vengono accostate invece all’acquarello dal sapore fiabesco e onirico dello sloveno di origini irachene Azad Karim.