Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Meeting

Continuo infinito provvisorio

A Gorizia tre sedi diverse per un unico racconto per immagini
27433

viale XXIV Maggio 15/c
studiofaganel
18/12/18
9.30-13/16-19

“Continuo infinito provvisorio” è la mostra personale di Alessandro Ruzzier, curata dallo studiofaganel, che si sviluppa in tre sedi espositive: la galleria studiofaganel, la sala del Kinemax-Palazzo del Cinema e lo spazio belo189.

La mostra è solo uno dei modi per rendere visibile e lasciar fruire un lavoro di ricerca dell’artista che è durato diversi anni e il cui intento necessario era quello di creare un libro fotografico.

“Continuo infinito provvisorio” è un racconto per immagini della biografia dell’artista pensata nel presente, per il presente, perché vuole parlare di chi egli è adesso.

Continuo è tutto quello che accade, in un flusso permanente, messo a confronto con l’esistenza finita dell’artista. 

Infinito con riferimento alla ricerca che l’artista sente necessaria e che, però, non arriva a un compimento, ad una verità. 

Provvisorio come l’essere umano il quale subisce o accoglie imprevedibili e varie possibilità di esistenza.

Il libro, e l’esposizione, mettono pertanto in relazione due diversi “gruppi” di immagini e livelli di narrazione.

Da un lato il quotidiano rappresentato attraverso spazi chiusi, protetti, interni, insieme a luoghi, persone e oggetti intimi, familiari, significativi nella vita affettiva dell’artista. Qui troviamo le pieghe delle tende di una casa, il bosco preferito per le passeggiate solitarie, un piccolo origami, un presente del figlio nel palmo della mano dell’artista.

Dall’altro l’universo, lontano, irraggiungibile o, meglio, visioni di spazi celesti soltanto percepite dall’artista in realtà a lui prossime, immaginabili all’interno di una stanza o su un vetrino di microscopio. Così troviamo un gruppo di stornelli in volo, le pareti rilucenti di una cava che ricordano scie di razzi spaziali, la polvere sospesa e in moto in una soffitta che somiglia a una costellazione.

In entrambi i gruppi di fotografie, che dialogano tutto il tempo e nello spazio, l’esistenza dell’artista fa da comune denominatore e da significante. Nel primo raggruppamento è come se il punto di vista fosse di qualcuno che osserva esternamente la vita terrena dell’artista, nel secondo invece l’artista stesso si allontana nello spazio cosmico e, assunta una posizione separata e diversa, intraprende una nuova osservazione dell’universo.

Come Ruzzier stesso afferma: “Continuo infinito provvisorio è un lavoro che mi porterà dove non ho mai messo piede”.

Il libro fotografico sarà presentato in occasione del finissage.