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Classic art

Fisarmonica di Guerra

Nell'ambito della rassegna "Pace alla Guerra"
19415
Tolmezzo
via Dante 3
Auditorium del Collegio Salesiano Don Bosco
21/05/17
20.45

Pace alla Guerra arriva al suo terzo appuntamento e già lascia le prime tracce. Dibattiti, commozione, sincerità e anche nuove verità storiche direttamente dai ricordi delle persone, sono emersi negli incontri precedenti di Cercivento e Timau. Ora tocca a Tolmezzo, dove domenica 21 maggio a muovere le sorti della scena sarà una fisarmonica: "Fisarmonica di Guerra. Fantasmagoria bellica tra assalti, prede, musiche & visioni" è il titolo dello spettacolo che va in scena alle 20.45 nell'Auditorium del Collegio Salesiano Don Bosco.
I fedelissimi artisti, amici di Lumen Harmonicum (associazione organizzatrice) sono Adriano Giraldi sempre nel ruolo di Guerrino Pacifici, Maurizio Zacchigna in Miro Vojnovich, Roberta Colacino in Fausto e Maria Grazia Plos nel toccante ruolo del Tenente Generale Comandante. Inossidabile il Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum (Adolfo Del Cont - fisarmonica, Massimo Favento - violoncello, Denis Zupin - percussioni).

Frequentando musei, raccolte di memorie e oggetti bellici, ci si sorprende spesso a pensare quante storie e significati, quanti pensieri e sentimenti si possano racchiudere in quegli oggetti solo apparentemente statici, che rappresentano in realtà momenti estenuanti, atti violenti o grandi azioni predatorie.
Lo spettacolo "La fisarmonica di guerra" parte da qui: prova a esplorare quegli oggetti, a capire quali aspettative racchiudano,  prova a rincorrere i significati, anche mistici di quegli oggetti e a ricostruire le vicende che li hanno resi così importanti per la truppa.

Osservando la Fisarmonica di Guerra, quella catturata da Fausto, una recluta del Battaglione “Tolmezzo” il 27 giugno 1916, salta subito all’occhio la sua originalità. Guerrino Pacifici, Miro Vojnovich e i loro collaboratori della troupe musicale si trovano a dover affrontare in scena la fantasmagorica storia di questo strumento catturato durante un’azione d’orgoglio per vendicare un atto d’inaccettabile diserzione sul Freikofel. Se potesse parlare, la stessa fisarmonica sarebbe in grado di raccontarcelo. E dare ad essa voce, essendo uno strumento musicale, vuol dire farla suonare. E se questo strumento presentasse una natura ribelle? E se suonandolo questo dimostrasse che sono poco significative le differenze musicali, e quindi culturali, al  di qua e al di là delle Alpi? Lingua e Nazione, lì dove Cultura e Tradizione univano, potevano giustificare veramente quella Guerra così orribile? Domare quello strumento ribelle potrà risultare, per interlocutori moderni come i protagonisti del nostro reportage, un compito sempre più difficile tra inaspettate rivelazioni e inaccettabili scherzi del Destino…