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Meeting

Centoquarantaquattro e dintorni

La grande guerra nel racconto del Questore di Gorizia, Paolo Gropuzzo
14 settembre 1916, Quota 144
Monfalcone

08/04/21
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Il questore di Gorizia, Paolo Gropuzzo, ha maturato un’esperienza rilevante: ufficiale d’artiglieria, successivamente ha comandato per oltre dieci anni, il Nocs, il reparto speciale della Polizia di Stato. È anche un profondo conoscitore delle vicende storiche e in questa veste protagonista dell’incontro per il ciclo di Storia & Storie, organizzato settimanalmente dala sezione Unuci di Monfalcone.

L’appuntamento è alle ore 18, in streaming, a causa delle restrizioni Covid 19, sul canale televisivo del digitale terrestre 647 di Teleantenna e sui social nella pagina Facebook della stessa emittente.

Sarà presentato il libro di cui è autore Paolo Gropuzzo, “Centoquarantaquattro e dintorni”, nel quale si ricostruisce uno spaccato della prima guerra  mondiale per soffermarsi in dettaglio sulle vicende cruciali che si svolsero fra settembre e novembre 1916 sull’altura denominata Quota 144 sul Vallone. Il volume non è solo la rigorosa rappresentazione dei fatti, frutto di documentazioni d’archivio, ma anche il racconto dei risvolti umani delle compagnie e dei protagonisti impegnati nelle tre battaglie che si susseguiranno, la 7a, l’8a e la 9a dell’Isonzo.

L’opera si sofferma in particolare su tre protagonisti alcuni sconosciuti, altri piuttosto noti: un ufficiale austro-ungarico,Theodor Wanche, che meriterà la più alta onorificenza militare del’Impero; un Dragone italiano, Elia Rossi Passavanti, con la vicenda militare e civile di valore e un caporalmaggiore dei Bersaglieri, ferito gravemente sulla quota, Benito Mussolini, che risciò di non entrare nella storia. Una particolare cura  è rivolta al dare un “volto” ai fatti d’arme approfondendo i profili di coloro che combatterono e caddero.

128 tra fotografie e mappe storiche corredano la ricerca con allegata una guida e tre itinerari attuali per riscoprire le tracce e le vestigia belliche ancora rinvenibili e per meglio comprendere gli avvenimenti di allora, “toccando con mano” ciò che oggi resta di quelle tragiche giornate.

Paolo Posarelli