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Classic art

L'Abisso

A Cervignano e Udine si incrociano naufragi individuali e collettivi
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Davide Enia (ph. Gianluca Moro)
Udine
piazzale Diacono 21
Palamostre
12/01/19
21

Davide Enia inaugura con il suo ultimo spettacolo L’Abisso il nuovo anno di prosa al Teatro Pasolini di Cervignano, dove lo spettacolo sarà in scena venerdì 11 gennaio (ore 21), mentre sabato 12 gennaio sarà ospite della stagione 2019 di Teatro Contatto 37, al Teatro Palamostre di Udine (ore 21).
L’Abisso riporta sulle scene l’attore siciliano, oggi fra i migliori narratori teatrali italiani. Tratto dal suo libro “Appunti per un naufragio”, (edizioni Sellerio, testo vincitore del Premio Anima Letteratura 2017 e Premio SuperMondello e Mondello Giovani 2018).

Da Lampedusa, da un’isola protesa a sud, tra Africa e Europa, Davide Enia guarda in faccia chi arriva e chi attende, e narra la storia di un naufragio individuale e collettivo.

Da un lato una moltitudine in movimento, che attraversa intere nazioni e poi il Mar Mediterraneo, in condizioni al di là di ogni immaginazione. Dall’altro, a cercare di accoglierla, un pugno di uomini e donne sul confine di un’epoca e di un continente.
Enia porta così in scena una materia varia e viva, tesa e emozionante, e fonde il racconto puro agli antichi canti dei pescatori, intonati lungo le rotte tra Sicilia e Africa, all’arte magnifica del cunto palermitano, alle testimonianze di chi vive sulla frontiera del mare aperto,  il personale della Guardia Costiera, gli operatori medici e i lampedusani, i volontari e le persone sbarcate sull’isola. 

“Nella messa in scena - spiega Enia - usiamo diversi registri del linguaggio teatrale, perché quanto sta accadendo è ancora troppo gigantesco per essere contenuto in una forma unica.

Con Giulio Barocchieri - il compositore e musicista che mi accompagna in scena - abbiamo lavorato sugli antichi canti dei pescatori, sulle melodie a più voci che si intrecciano senza sosta fino a diventano preghiere cariche di rabbia quando il mare ruggisce e nelle reti, assieme al pescato, si ritrovano sistematicamente i cadaveri di uomini, donne, piccirìddi.

Abbiamo lavorato sul cunto palermitano, spostando l’elemento epico dallo scontro tra i paladini a un nuovo campo di battaglia: il mare aperto e abbiamo lavorato sull’interpretazione attoriale, quando le parole dei testimoni da me incontrati si fanno carne e consentono l’epifania del personaggio.

E poi c’è il racconto puro, in cui intimità e storia si rincorrono fino a sovrapporsi.

L’Abisso è una riflessione, figlia del lavoro sul campo – continua l’interprete – su quanto sta accadendo, per riportare con urgenza nello spazio condiviso del teatro il tempo presente e la sua crisi. Il teatro, quindi, come luogo di confronto e di rinegoziazione dei giudizi.

Quanto si sta verificando a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti, è proprio un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che sarà domani. Sta cambiando tutto. È da più di un quarto di secolo che accade”.

 

Sabato 12 gennaio, al termine dello spettacolo, Davide Enia incontrerà il pubblico. Conduce il dialogo con l’artista Rita Maffei del CSS.