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Classic art

Filumena Marturano

Ispirato da un fatto di cronaca mette alla luce il tema dei figli illegittimi
27245
(ph. ertfvg)
07/11 e fino al 11/11
20.30 (domenica ore 16)
2
Trieste
viale XX Settembre 45
Trieste

Filumena Marturano è una delle commedie più care a Eduardo De Filippo; in particolare il personaggio della protagonista fu molto amato dal grande drammaturgo napoletano. La commedia in tre atti, messa in scena la prima volta nel 1946, arriva per due recite nel Circuito ERT con la prestigiosa regia di Liliana Cavani che ha affidato i ruoli principali a Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses, allievo prediletto del grande Eduardo. Completano il cast dello spettacolo Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi, Gregorio De Paola, Elisabetta Mirra, Ilenia Oliviero, Agostino Pannone, Fabio Pappacena ed Eduardo Scarpetta.

Filumena Marturano è la commedia di Eduardo più rappresentata all'estero e vanta anche due versioni cinematografiche: la prima del 1951, per la regia dello stesso Eduardo, la seconda del 1965, intitolata Matrimonio all'Italiana, con Vittorio De Sica, Sophia Loren e Marcello Mastroianni.
La storia è quella di Filumena e Domenico Soriano: lei è caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, con un passato di lotte e tristezze, decisa a difendere fino in fondo la vita e il destino dei suoi figli. Lui è un borghese, figlio di un ricco pasticciere, “campatore”, amante e proprietario di cavalli da corsa, un po’ fiaccato dagli anni che passano e dalla malinconia dei ricordi, stretto in una morsa dalla donna che ora lo tiene in pugno e a cui si ribella con tutte le sue forze. Ma è soprattutto la storia di un grande amore.
La commedia portava al pubblico il tema, scottante in quegli anni, dei diritti dei figli illegittimi. Il 23 aprile 1947, infatti, l’Assemblea Costituente approvò l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare anche i figli nati fuori dal matrimonio, mentre otto anni più tardi, nel febbraio del 1955, venne approvata la legge che abolì l’uso dell’espressione “figlio di N.N.”.