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Classic art

Il canto e la fionda

Lo spettacolo sul sacerdote militante, "coscienza inquieta della Chiesa"
23013
(ph. Giovanni Chiarot)
San Daniele del Friuli
via Nievo
Auditorium Alla Fratta
19/01/18
20.45

Poeta, sacerdote militante, “coscienza inquieta della Chiesa” per la quale auspicava un cambiamento di sensibilità nei confronti dei più deboli, Padre David Maria Turoldo è stato una figura carismatica che ha segnato un’epoca nella storia del cattolicesimo, non solo friulano. 

Il canto e la fionda è uno spettacolo che ne ripercorre il sentiero esistenziale, militante e spirituale: nasce da un’idea di Fabiano Fantini e Massimo Somaglino, che ne è anche il drammaturgo e regista, e coinvolge in scena, assieme allo stesso Fantini – protagonista in una emozionante prova nel ruolo del padre dei Servi di Maria – anche  sette giovani attori, Irene Canali, Miriam Costamagna, Daniele Palmeri, Giacomo Segulia, Mauro Sole, Francesco Tozzi, Francesca Zaira Tripaldi , interpreti di parole, azioni sceniche e canti  che contribuiscono a ricostruire il “Pensiero e la vita civile di David Maria Turoldo”.

Canti e ritmi dello spettacolo sono a cura di Claudia Grimaz e Gianluigi Meggiorin, assistente alla regia è Simona Persello.

Il 30 ottobre del 1938 a Vicenza il ventiduenne Giuseppe Turoldo, ultimo figlio della più povera famiglia di Coderno di Sedegliano, emette la sua “professione solenne”, assumendo definitivamente il nome di “David”, pastore e poeta biblico.

“I salmi e la fionda erano già, così, nel suo destino”, commenterà successivamente il suo fraterno amico di una vita, padre Camillo De Piaz.  Dalla fionda di David lungo l’arco della sua vita partiranno macigni, e sulla sua strada i Golia non sarebbero mancati.

Il canto e la fionda - intende raccontare soprattutto racconta Massimo Somaglino - il Turoldo civile e politico, e conseguentemente profondamente cristiano, uomo della coerenza assoluta tra il dire e il fare per la credibilità del Vangelo, della difesa della Chiesa come casa di tutti gli uomini, della centralità dei poveri come origine del proprio credo, della ricerca continua di un Dio a contatto con la gente. In scena, Fabiano ed io abbiamo riunito un gruppo di giovani attori, visti come veri portatori, oggi come sempre, delle istanze di speranza e di presenza civile, per una rappresentazione fisica e partecipata delle parole di padre Turoldo. Una adesione sentita e profetica, in rapporto con la società di oggi, della quale padre David già vedeva le storture e prevedeva gli sviluppi.