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Classic art

Copenaghen

Il rapporto tra etica e scienza sullo sfondo della scoperta atomica
22176
(ph. Marco Caselli)
Cervignano del Friuli

14/11/17
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Altre date

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Cervignano del Friuli
piazza Indipendenza 34
Cervignano del Friuli

Tre grandi attori del teatro italiano si ritrovano al centro di un inquietante processo a porte chiuse, nel potente disegno drammatico di un serratissimo faccia a faccia. Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, diretti dal regista Mauro Avogadro, ricompongono, grazie a una nuova co-produzione CSS/Teatro Nazionale di Roma e Compagnia Umberto Orsini, il magistrale trio di attori protagonista dello spettacolo sul rapporto tra etica e scienza scritto dal commediografo britannico Michael Frayn, divenuto ormai un classico contemporaneo del teatro europeo.

In un luogo che ricorda un’aula universitaria, immersi in un’atmosfera irreale, i tre protagonisti parlano di fatti avvenuti tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. La vicenda, ambientata nel 1941 proprio nella capitale nordeuropea, ricostruisce l'incontro, fra due scienziati, entrambi Premi Nobel per la Fisica, Niels Bohr e Werner Heisenberg.

Due ex compagni di ricerche costretti dalla guerra a guardarsi come due nemici. E ancora oggi, quando gli spiriti di Bohr, di Heinseberg, e di Margrethe, la moglie di Bohr, tornano a rivivere i momenti cruciali di quella notte fatale, molti degli interrogativi di allora sembrano restare irrisolti, “indeterminati” come l’omonimo principio fisico che lo stesso Heinseberg enunciò per primo. Perché Heinseberg, il fisico che diresse le ricerche tedesche per la bomba atomica, si recò a Copenaghen per incontrare il suo maestro, il fisico Niels Bohr, un ebreo danese, cittadino scomodo in una Copenaghen occupata dai nazisti?

Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, Bohr e Heinsenberg ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e, per risolverlo, la Storia ha avanzato svariate ipotesi.

Su questi presupposti l'autore Frayn dà vita ad un appassionante thriller in cui i piani temporali si sovrappongono, offrendo un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Le diverse ipotesi concepite all'epoca vengono qui enunciate una dopo l'altra, riproponendo i possibili incontri tra i due fisici. Il Principio di Indeterminazione e di Complementarietà, pronunciati più volte nella pièce, e determinanti per l’elaborazione della Teoria della Relatività, sono metaforicamente tradotti nella struttura portante dell’impianto drammaturgico. Non è possibile una sola verità oppure una sintesi efficace delle diverse ipotesi perché ciascuna è semplicemente un punto di vista di chi l'ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto.